Nettuno

Da: lintermittentejessica@gmail.com
A: tuttoquestononesiste@gmail.com

L’odore del pane appena sfornato, alzarsi la mattina presto e fare un giro per la città, preparare una torta, fumarsi una sigaretta immersi in cento litri di schiuma calda, leggere lentamente una poesia, camminare a piedi nudi nel parco, scambiare quattro chiacchiere con uno sconosciuto, mordere un pompelmo ad occhi chiusi in mezzo alla folla stressata, ecco: tutto questo mi fa cagare. A me piace fare le cose in fretta, risolvere i problemi, pianificare la settimana. E soprattutto sgranocchiare continuamente roba croccante, avere la mandibola in continuo movimento.
Oh cazzo, un attacco di panico.
Fortuna che se mi premo forte le sbubbe mi passa.
Non passa.
Dai Jessica, premi più forte!
Passato.

Ti capita mai? A volte è come se un tirannosauro spalancasse l’occhio fuori dalla mia finestra. Cristo, che schifo. E poi mi gira la testa. Mi sembra di avere un traino piantato nel cranio e fissato al centro della terra che mi tira giù giù giù. In questa desolata steppa che è la mia anima, ho il terrore degli specchi, assurdi moltiplicatori della tragedia. Voi non mi capite. Nessuno mi capisce…
Anzi, no, Nettuno mi capisce!
Ho un contatto diretto con Nettuno, me l’ha detto Cavedio, il capellone del negozio di pietre. C’è Orione che convoglia la sua energie beta proprio nel platano fuori di casa mia. È uno degli estremi dell’esagono di Subaru ed è obbligatorio che io seppellisca le pietre nei giorni di solstizio e le tiri fuori nei giorni di equinozio.
Così, insomma.
Ok, oggi non concluderò un cazzo. Quando la giornata comincia così, di solito finisce allo stesso modo. Mi aggiro per le stanze, prendo in mano degli oggetti, riempio un cucchiaio di burro e cerco di farlo durare il più possibile.

Tua con lo schiocco,
l’inconcludente Jessica