Cassetti

                  

Leonardo DiCaprio su “GQ”:

«C’è una scena in cui J. Edgar ha un appuntamento galante con una ragazza. Essendo sostanzialmente un ossessivo, la porta a vedere la biblioteca del Congresso di cui lui ha inventato l’intero sistema di archiviazione. Per mostrarle come funziona le fa scegliere un argomento. Poi apre un cassetto, estrae un cartellino con la collocazione e trova il libro. Alla fine di tutto si dichiara. Ma la ragazza, che si chiama Helen, non ci sta. Helen è una per cui il lavoro viene prima di qualunque cosa: all’epoca, per una ragazza, questo voleva dire essere emancipata e coraggiosa, e infatti Edgar, che ci tiene davvero, abbassa il tiro e le chiede di diventare la sua segretaria personale. Per evitare che la situazione diventi troppo imbarazzante decidono di uscire dalla biblioteca e di farsi un giro. La telecamera è lontanissima, si vede tutta la biblioteca e loro sono piccoli come formiche. Nonostante questo, al centro dell’inquadratura c’è un dettaglio che in qualche modo attira l’attenzione: il cassetto che Edgar ha aperto un minuto prima per cercare la collocazione. Prima di uscire rimette a posto il cartellino e chiude il cassetto. Ecco. Se mi chiedi perché Clint Eastwood è un grande regista, ti rispondo che un regista mediocre avrebbe ritenuto superfluo quel particolare.»