Umanità

                                   

Dario Franceschini sul suo ultimo libro, Daccapo, a Rep. tv:

«Le mie prostitute non sono quelle di Arcore, sono quelle di De André. Stiamo parlando di libri - di letteratura! - non di politica. Sono le prostitute che ti fanno affondare il viso nei loro seni prosperosi e per ogni cliente accendono un lumicino al santo del rione. Hanno la battuta pronta, la naturalezza e l’onestà scaltra che solo la strada ti sa insegnare. Chiacchierano col pizzicagnolo, fischiettano un aria della Tosca. Una volta la prostituzione era una cosa più umana. Non confondiamo.»