Muri

PIPOLI: Lei è piemontese, di carattere schivo. In una città come Torino, piuttosto chiusa, distaccata, algida dal punto di vista umano, si trova a suo agio o no?
PAVESE: “Bah, insomma, proprio a mio agio non direi. Le dico questo, però. Torno proprio ora da un soggiorno piuttosto lungo a Venezia che, in virtù della fama di città “chiusa” che quest’ultima si porta dietro dai tempi della Serenissima, mi ha permesso di metterla a confronto con Torino. La chiusura mentale del torinese non è come quella del veneziano. Il veneziano ti odia a prescindere. Il veneziano è quello che costruisce un muro tra te e lui, lo circonda di esplosivo, ci monta un mitra automatico con un sensore di movimento e poi si mette dietro al mitra, a guardarti male. Tutto ciò è tanto deprecabile quanto schietto. Non c’è il rischio di fraintendere un veneziano. Ecco, il torinese invece non fa così. Per restare dentro la metafora, il torinese costruisce un muro e sopra ci dipinge un torinese sorridente, che fa il gesto di porgerti la mano.”
(1949)
-
alcholandcigarettes liked this
-
thisissoweird liked this
-
untemporale reblogged this from valu
-
valu reblogged this from maciste
-
muschiosa reblogged this from maciste
-
adocchiaperti liked this
-
antologia liked this
-
brillano liked this
-
maciste posted this