Frittata dei nostri giorni spenti

Prendi le cipolle dai tuoi occhi
e affettale a strisce sottili come i vetri della tua Panda.
Taglia due patate a cubetti come i nostri cubi di Rubik irrisolti.
Portami quattro uova sbattute
dalla preistoria dei tuoi sentimenti,
grattuggia il formaggio contro i carrelli del discount.
Strappa il sale dalla lingua di Bambi
e spargilo con quel gesto da yuppie.
Ma prima le patate a cubetti, le patate a cubetti,
le nostre patate a cubetti,
le nostre fottute patate a cubetti.
Nell’olio bollente che ti ricorda la pozzanghere
sui tetti coibentati dei nostri condomini spenti.
Butta tutto quello che ho detto nell’antiaderente
che ci ammazzerà lentamente.
(L’antiaderente ci ammazzerà lentamente.)
Ahia, mi prendono fuoco gli indici
come ai tempi dell’inquisizione.
Dicevi: “Le uova nel teflon sono come animali morti
allo zoo di Berlino negli anni Ottanta.”
Copri per dieci minuti,
che mentre aspettiamo guardiamo il cielo
che ci hanno tolto e non ce ne siamo neanche accorti.
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